Collezione Museo Staurós d’Arte sacra contemporanea |
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| Venerdì 16 Aprile 2010 00:00 |
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Da anni la Fondazione Staurós Italiana Onlus promuove iniziative di dialogo con il mondo delle arti figurative e, in particolare, le rassegne delle Biennali d’arte sacra e il Museo Staurós (la cui Collezione annovera oltre mille opere) che raccoglie l’esperienza di un trentennio nel campo dell’alleanza auspicata dal Concilio Ecumenico Vaticano II tra Chiesa ed arte.
In questo anno 2010 del Terzo millennio della cristianità le opere della Collezione Staurós escono dal proprio spazio espositivo del Museo Staurós, per emigrare al Complesso Santo Stefano di Bologna, ad onorare il cinquantesimo anno di presenza passionista nella città felsina, dopo aver varcato i confini nazionali ed essere state ammirate da migliaia di amanti dell’arte di nazionalità belga, nella città di Scherpenheuvel, famosa per il suo Santuario mariano più importante del Belgio.
"Arte sacra in luogo sacro": questa è la definizione che maggiormente si predilige per illustrare ai numerosi visitatori il Museo Staurós, intuizione felice del suo fondatore, Padre Adriano Di Bonaventura (1934 - 2008), a cui si rende memoria con questa esposizione nel primo anniversario della sua scomparsa.
Si celebra, così, il giubileo dei cinquant’anni di presenza dei religiosi Passionisti nell’Arcidiocesi di Bologna, che vi approdarono nel 1959 con tanti progetti nel cuore. Questi si concretizzarono definitivamente nella cooperazione ai ministeri della chiesa locale e, in particolare, nella Certosa. Vi svolgono ancora questo servizio come irradiazione del loro compito specifico nella Chiesa, che è di annunciare il senso della vita cristiana come conformazione al Cristo Crocifisso e Risorto, la cui ultima fase è la morte.
Qui il Passionista ha potuto vivere quotidianamente condividendo intensamente con i fedeli la sofferenza e il dolore di fronte alla morte, ma ha voluto soprattutto annunciare e testimoniare la vita. La sofferenza dell’uomo è la sofferenza di Dio, la passione dell’uomo è passione per Dio: HUMANA PASSIO. HUMANA PASSIO ospita opere di artisti quali: Enrico Accatino, Roberto Almagno, Paolo Annibali, Ugo Attardi, Manlio Bacosi, Carlo Bertocci, Floriano Bodini, Lorenzo Bonechi, Bruno Bordoli, Aldo Borgonzoni, Remo Brindisi, Ennio Calabria, Paola Campidelli, Pedro Cano, Stefano Cantaroni, Pietro Cascella, Tommaso Cascella, Angelo Casciello, Piero Casentini, Guglielmo Achille Cavellini, Bruno Ceccobelli, Lorenzo Ceregato, Marco Cingolani, Giuliano Collina, Primo Conti, Claudio D’Angelo, Lin Delija, Pasquale Di Fabio, Antonio Di Fabrizio, Stefano Di Stasio, Marcello Ercole, Angelo Fabbri, Stefania Fabrizi, Gigino Falconi, Giuseppe Fiducia, Giannetto Fieschi, Lino Frongia, Raul Gabriel, Omar Galliani, Alessandra Giovannoni, Giuliano Giuliani, Trento Longaretti, Carlo Lorenzetti, Pompilio Mandelli, Enrico Manfrini, Franco Marrocco, Andrea Martinelli, Luciano Massari, Umberto Mastroianni, Luigi Enzo Mattei, Marino Melarangelo, Francesco Messina, Marcello Mondazzi, Gian Marco Montesano, Mario Nanni, Ottorino Nonfarmale, Achille Pace, Luigi Pagano, Mimmo Paladino, Nello Palloni, Vito Pancella, Luca Patella, Alessandra Pennini, Italo Picini, Concetto Pozzati, Carlo Previtali, Pino Procopio, Salvatore Provino, Paolo Radi, Oliviero Rainaldi, Ascanio Welcome Renda, Nicola Salvatore, Sandro Sanna, Enrico Savelli, Ruggero Savinio, Jacopo Scassellati, Loreno Sguanci, Guido Strazza, Alberto Sughi, Oleg Supereco, Matteo Tenardi, Joe Tilson, Alberto Timossi, Marco Tirelli, Tito, Santo Tomaino, Ernesto Treccani, Francesco Trovato, Wladimiro Tulli, Barbara Tutino, Sergio Vacchi, Valentino Vago, Felice Vanelli, Velasco, Vanni Viviani.
La mostra è accompagnata da un Catalogo pubblicato dalle Edizioni Staurós, a cura di Giuseppe Bacci e Carlo Chenis, con illustrazioni delle opere esposte e saggi di Tito Amodei, Giuseppe Bacci, Carlo Chenis e Mario Micucci.
HUMANA PASSIO Collezione Museo Staurós d’Arte sacra contemporanea
FONDAZIONE STAURÓS ITALIANA ONLUS - MUSEO STAURÓS D’ARTE SACRA CONTEMPORANEA |
